2 novembre 2007

Una civiltà sotto ghiaccio

LIBRO

Autore: Flavio Barbiero
Titolo originale: Una civiltà sotto ghiaccio
Edizione consultata: Editrice Nord, Milano 2000.

Gli autori che si occupano di Atlantide mancano spesso di rigore scientifico oppure rimaneggiano teorie di seconda mano, senza una vera conoscenza degli argomenti trattati. Flavio Barbiero è un ingegnere e si è congedato dalla Marina Militare con il grado di ammiraglio. Quando si occupa di teorie sui movimenti della Terra, lo fa con rigore matematico. Se vi siete appassionati con Graham Hancock, Rand Flem-Ath, Colin Wilson e compagnia bella sull'ipotesi antartica di Atlantide, rendete il giusto merito a Barbiero che enunciò questa ipotesi nel 1974 e guidò personalmente due spedizioni in Antartide, nel 1975 e nel 1978, per verificarla purtroppo senza successo.
L'idea più interessante del libro è l'ipotesi che la terra avesse un tempo l'asse perfettamente ortogonale al piano orbitale e che quindi non esistessero le stagioni. Avremmo avuto, fra due poli coperti di ghiaccio, una continua prateria dal clima temperato dove pascolavano insieme i grandi mammiferi come ad esempio i mammut. In seguito ad un evento catastrofico l'asse si sarebbe improvvisamente inclinato sterminando una moltitudine di animali i cui resti si trovano ancora oggi in alcune regioni della Siberia o del Nord America. Atlantide è il nome di una civiltà progredita specialmente nella metallurgia e nella navigazione. In seguito ai violenti cataclismi causati dallo spostamento dell'asse terrestre, quali maremoti, terremoti, eruzioni vulcaniche, glaciazione, quest'antica civiltà sarebbe stata pressochè distrutta tranne alcuni sopravvissuti che lasciarono la loro impronta nelle successive civiltà emergenti.
Barbiero mette insieme la sua ipotesi con rigore scientifico, fornendo un quadro coerente e convincente. In confronto a lui, tutti gli altri sembrano dilettanti allo sbaraglio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Si vuole legittimare la teoria sballata dell' Atlantide antartica ? E' una sciocchezza terrificante.

incognitus ha detto...

La teoria dell'Atlantide antartica ha alcuni presupposti validi: la scomparsa di una civiltà evoluta in seguito ad un cataclisma, lo spostamento dell'asse terrestre con conseguente spostamento dei poli, la rappresentazione dei portolani sulla base di una mappa del polo.
Personalmente ritengo più probabile l'ipotesi contraria e cioè che il "continente perduto" si trovasse al polo nord. Ne sono testimonianza i miti sugli Iperborei, la tradizione dei manvantara indù e la leggenda dell'isola rotante delle saghe nordiche. Se fosse per me darei un'occhiata alla Groenlandia.